Lo statuto

 

Statuto dell’Associazione
“Fare Nuova la Città”

Art. 1 – Costituzione e sede.
E’ costituita l’Associazione denominata “Fare Nuova la Città” nella forma di Associazione non riconosciuta ai sensi degli artt. 36 ss. cc.
L’Associazione ha sede nel Comune di Cremona (CR), all’indirizzo riportato nel documento di attribuzione del codice fiscale. Il Consiglio Direttivo potrà, con delibera, trasferire la sede nell’ambito dello stesso Comune e, su autorizzazione dell’Assemblea, istituire sedi secondarie in tutta Italia.
L’Associazione non persegue fini di lucro, né diretto, né indiretto. I contenuti e la struttura dell’Associazione sono ispirati a principi di solidarietà, trasparenza e democrazia, che consentano l’effettiva partecipazione dei soci alla vita dell’Associazione stessa. La durata dell’Associazione è illimitata.

Art. 2 – Finalità e attività.
L’Associazione, prendendo in carico gli scopi e i principi ispiratori propri della “Lista Fare Nuova la Città”, ha l’obiettivo di attuare tali principi e ideali, promuovendo la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche e amministrative.
L’Associazione si pone come riferimento e soggetto attivo per la vita politica di Cremona, per interloquire con Giunta, Consiglio comunale, cittadinanza e con altri soggetti che partecipano alla vita politica della città. Per il raggiungimento di tali scopi, l’Associazione promuove il confronto, lo studio e la conoscenza dei meccanismi e degli argomenti dell’attività amministrativa; promuove la partecipazione consapevole dei cittadini all’attività amministrativa e si propone quale terminale attento alle istanze dei cittadini verso l’amministrazione.
Le prestazioni dei soci sono svolte a titolo gratuito e possono dare diritto ad un rimborso spese solo se questo è preventivamente autorizzato dal Consiglio Direttivo. L’Associazione, per il raggiungimento degli scopi sociali, può assumere lavoratori dipendenti o impiegare lavoratori autonomi, anche tra i propri associati.
L’Associazione può stipulare accordi o convenzioni con enti Pubblici, enti e soggetti di diritto privato, persone fisiche e altre associazioni, per il raggiungimento degli scopi sociali.

Art. 3 – I soci, i sostenitori e i benemeriti. Diritti e doveri.
Sono soci (detti anche soci ordinari) dell’Associazione “Fare Nuova la Città” le persone fisiche maggiorenni, residenti nel Comune di Cremona, che condividano gli scopi, i principi ispiratori e gli ideali dell’Associazione medesima e non siano attualmente iscritte ad un partito politico.
Possono acquisire la qualifica di socio ordinario anche le persone fisiche minori di età, purché abbiano già compiuto i sedici anni e purché i genitori abbiano sottoscritto l’apposita domanda contenente le liberatorie di legge.
Il numero dei soci è illimitato.
Acquisiscono la qualifica di socio ordinario i residenti nel Comune di Cremona non iscritti ad alcun partito politico e che, in presenza dei requisiti per accedere alla qualità di socio, presentino la domanda di ammissione secondo il modello predisposto dal Consiglio Direttivo e firmino la Carta Etica approvata dall’Assemblea, riconoscendo come propri i principi e gli ideali di partecipazione democratica dell’Associazione e impegnandosi al rispetto dello statuto e ad un comportamento coerente con le finalità dell’Associazione. La domanda di ammissione deve essere presentata al Consiglio Direttivo nella persona del Presidente; il Consiglio si pronuncia per l’eventuale diniego entro 60 giorni dalla ricezione.
In ogni caso, nel presente statuto si intende per “partito politico” ogni soggetto organizzato attivo nella vita politica e amministrativa.
Acquisiscono la qualifica di sostenitori coloro che presentino la domanda di ammissione quale sostenitore secondo il modello predisposto dal Consiglio Direttivo e firmino la Carta Etica approvata dall’Assemblea, riconoscendo come propri i principi e gli ideali di partecipazione democratica dell’Associazione, impegnandosi al rispetto dello statuto e ad un comportamento coerente con le finalità dell’Associazione. Possono essere sostenitori anche coloro che non risiedono nel territorio del Comune di Cremona ed anche coloro che sono attualmente iscritti a partiti politici. La domanda di ammissione deve essere presentata al Consiglio Direttivo nella persona del Presidente; il Consiglio si pronuncia per l’eventuale diniego entro 60 giorni dalla ricezione.
I soci ordinari che, successivamente all’adesione all’Associazione, si iscrivano ad un partito politico, decadono di diritto dalla qualifica di socio e possono essere riammessi quali sostenitori con delibera del Consiglio Direttivo.
Acquisiscono la qualifica di benemeriti le persone fisiche o giuridiche che versano annualmente una somma pari ad almeno dieci volte il contributo annuale. I benemeriti che siano persone fisiche residenti nel Comune di Cremona e che non siano iscritti ad un partito politico possono diventare soci della associazione con gli stessi diritti e doveri degli altri soci disponendo di un solo voto in Assemblea.
Anche per i benemeriti, la domanda di ammissione deve essere presentata al Consiglio Direttivo nella persona del Presidente; il Consiglio si pronuncia per l’eventuale diniego entro 60 giorni dalla ricezione.
In ogni caso, non possono presentare domanda di ammissione coloro che hanno in passato riportato condanne penali, compreso il patteggiamento.
I soci ordinari hanno il diritto ad un solo voto; tutti e solo i soci possono essere eletti quali componenti del Comitato Direttivo.
I soci ordinari hanno il diritto di proporre progetti ed iniziative da sottoporre al Consiglio Direttivo; hanno il diritto di discutere e approvare i rendiconti economici, nonché di eleggere i membri del Consiglio Direttivo e degli altri Organismi associativi.
Il Consiglio Direttivo può, altresì, nominare soci onorari quelle persone fisiche che abbiano fornito un particolare contributo alla vita dell’Associazione stessa o alla cittadinanza; i soci onorari, che non possono essere più di dieci, acquisiscono la qualifica di socio solo successivamente all’accettazione della loro nomina e sono esentati dal contributo annuale.
Tutti i soci hanno il diritto–dovere di partecipare attivamente alla vita dell’Associazione, mediante la propria attività diretta e personale per le finalità formative, propositive e di partecipazione democratica proprie dell’Associazione stessa.
Tutti i soci, nonché i sostenitori e i benemeriti, hanno il dovere di mantenere un comportamento conforme alle finalità dell’Associazione.
Tutti i soci, nonché i sostenitori e i benemeriti e salvo i soci onorari, hanno il dovere di versare il contributo annuale determinato dal Consiglio Direttivo per il perseguimento degli scopi dell’Associazione.
La quota associativa e la qualità di associato sono intrasferibili sia tra vivi che mortis causa; è esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa; la perdita della qualità di socio per qualsiasi ragione, quali ad esempio per morte, recesso o dimissioni, o esclusione non dà diritto alla liquidazione della quota.
I soci ordinari, i benemeriti e i sostenitori perdono la qualifica se non versano la quota annuale dopo due richiami scritti, inviati senza formalità, anche via email.

Art.4 – Esclusione
Il socio, il sostenitore e il benemerito, possono essere esclusi per gravi fatti, quali, a titolo esemplificativo, l’inosservanza delle disposizioni del presente Statuto, di eventuali regolamenti e deliberazioni degli Organi Sociali, o per comportamenti contrastanti con le finalità dell’Associazione o per azioni ritenute disonorevoli entro o fuori l’Associazione o costituenti ostacolo al buon andamento del sodalizio.
Il socio non in regola con il contributo annuale non ha diritto di voto in assemblea.
L’esclusione è deliberata dal Consiglio Direttivo.
Avverso la decisione, il socio escluso può, entro 30 giorni dalla ricezione del provvedimento di esclusione, chiedere al Comitato dei Garanti la revisione della decisione; la decisione del Comitato a seguito della richiesta di revisione è presa entro 60 giorni dalla richiesta ed è sempre motivata e insindacabile
Il socio è escluso di diritto in caso di condanna penale anche non definitiva, nonché in caso di patteggiamento.
Il socio escluso non può più essere riammesso.

Art. 5 – Gli Organi dell’Associazione
Gli organi necessari dell’Associazione sono:
a) l’Assemblea dei Soci;
b) il Consiglio Direttivo;
c) il Comitato dei Garanti;
d) il Presidente.
L’Assemblea può deliberare la costituzione di un Collegio dei Revisori dei Conti (o di un Revisore Unico). Tutte le cariche associative sono elettive e gratuite e hanno durata di tre esercizi. Sono consentiti al massimo tre mandati consecutivi.

Art. 6 – L’Assemblea dei Soci
L’Assemblea dei soci è l’organo sovrano dell’Associazione.
L’Assemblea è composta da tutti i soci ordinari in regola con il pagamento del contributo associativo annuale e che abbiano fatto richiesta di adesione almeno 90 giorni prima della data della riunione. Coloro che hanno fatto domanda di adesione all’Associazione entro i 90 giorni dalla data fissata per la riunione possono partecipare all’Assemblea senza diritto di voto e senza elettorato passivo.
La convocazione dell’Assemblea può essere effettuata tramite email contenente la data, l’ora e il luogo di convocazione, l’ordine del giorno e l’eventuale materiale ritenuto utile per l’informazione dei soci. L’invio della convocazione deve avvenire almeno 10 giorni prima della data prevista per l’adunanza.
L’Assemblea può essere convocata in luogo diverso dalla sede dell’Associazione, purché nel territorio del Comune di Cremona o di comuni viciniori
L’Assemblea è convocata dal Presidente ogni volta che vi sia necessità. L’Assemblea è altresì convocata dal Presidente su richiesta di un terzo dei consiglieri o di almeno il 20% dei soci con diritto di voto.
Il Presidente convoca l’assemblea almeno una volta all’anno per l’approvazione del rendiconto economico finanziario dell’Associazione.
L’Assemblea elegge il Consiglio Direttivo, delibera sulla costituzione e i componenti del Collegio dei Revisori o sulla nomina del Revisore Unico, elegge il Comitato dei Garanti, approva le linee generali del programma di attività; approva la relazione delle attività ed il rendiconto consuntivo; delibera sulla previsione e sulla programmazione economica dell’anno sociale successivo; ratifica i provvedimenti di competenza della stessa adottati dal Consiglio Direttivo o dal Presidente per motivi d’urgenza.
L’Assemblea elegge senza formalità il proprio Presidente di volta in volta all’inizio dei lavori.
Il Presidente dell’Assemblea nomina un Segretario cui è affidata la stesura del verbale, che sarà poi inserito nel Registro delle Assemblee.
Le disposizioni dell’Assemblea sono vincolanti per tutti i soci, i sostenitori e i benemeriti, compresi i componenti degli organi associativi e compreso il Presidente, nonché i suoi collaboratori e delegati.
In prima convocazione, l’Assemblea è validamente costituita con la presenza della metà più uno dei soci con diritto di voto, presenti in proprio, o con esplicita delega scritta. In seconda convocazione, trascorse almeno ventiquattr’ore dalla prima convocazione, l’Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia numero degli associati intervenuti e delibera a maggioranza dei presenti.
Sono ammesse al massimo tre deleghe per ogni partecipante all’Assemblea con diritto di voto. I partecipanti all’assemblea senza diritto di voto, i componenti degli organi statutari e il Presidente non possono essere titolari di alcuna delega.
L’Assemblea dei soci può essere convocata in via straordinaria dal Presidente per modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto. In seduta straordinaria, le deliberazioni sono adottate, in prima convocazione, con la presenza di almeno i 2/3 dei soci; in seconda convocazione, è necessaria la presenza di almeno il 50% più uno dei soci e la delibera di modifica dello statuto deve essere approvata con il voto favorevole dei 2/3 dei presenti.
La decisione motivata di scioglimento dell’Associazione deve essere presa, su proposta del Consiglio Direttivo o del Presidente, da almeno i 3/4 dei soci. L’Assemblea stessa decide sulla devoluzione del patrimonio residuo, dedotte le eventuali passività, per uno o più scopi stabiliti dal presente statuto, ad altra associazione con finalità analoghe. E’ fatto divieto di distribuire utili e di ripartire il patrimonio residuo ai soci.
Con regolamento approvato dall’Assemblea, potrà essere prevista e regolata una modalità decisionale mediante procedure di consultazione scritta o consenso prestato per iscritto.

Art. 7 – Il Consiglio Direttivo. Componenti.
Il Consiglio Direttivo è composto da un minimo di sette fino ad un massimo di undici componenti eletti dall’Assemblea, che provvede, prima dell’elezione, a determinare il numero dei componenti del Consiglio Direttivo.
Possono votare per l’elezione dei componenti del Consiglio Direttivo i soci ordinari in regola con il contributo annuale e non sottoposti ad un procedimento di esclusione in corso.
Possono essere eletti componenti del Consiglio Direttivo i soli soci ordinari, in regola con il contributo annuale e non sottoposti ad un procedimento di esclusione in corso.
Non può essere nominato componente del Consiglio Direttivo chi ricopra una carica dirigenziale o elettiva in un Ente Pubblico, gli Assessori e i dirigenti del Comune di Cremona.
I componenti del Consiglio Direttivo restano in carica per tre esercizi e sono rieleggibili.
Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare, per dimissioni, morte o altra causa, uno o più componenti del Consiglio Direttivo, alla prima assemblea utile si provvede all’integrazione del Consiglio Direttivo. I componenti del Consiglio Direttivo così nominati scadono insieme con quelli in carica all’atto della loro nomina.

Art. 8 – Il Consiglio Direttivo. Competenze e funzionamento.
Il Consiglio è l’organo di gestione dell’Associazione.
Il Consiglio è convocato a cura del Presidente ogni qualvolta egli lo ritenga necessario, oppure se ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei Consiglieri, senza formalità.
Il Consiglio ha il compito di attuare gli scopi dell’Associazione, secondo le linee generali indicate dall’Assemblea dei soci.
Sono compiti del Consiglio: attuare le finalità previste dallo statuto e, per questo, l’esecuzione delle decisioni dell’Assemblea dei soci; fissare l’ammontare della quota associativa annuale o di altri contributi a carico dei soci; esercitare tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione per il raggiungimento delle finalità dell’Associazione; redigere il rendiconto economico-finanziario e ogni altra documentazione contabile che si renda necessaria per legge o per disposizioni dell’Assemblea, da sottoporre al collegio dei revisori contabili, se presente, e all’Assemblea; predisporre tutti gli elementi utili all’Assemblea per la previsione e la programmazione economica dell’anno sociale; deliberare in merito all’esclusione del socio; presentare all’Assemblea, alla scadenza del mandato, una relazione complessiva sull’attività inerente il medesimo; redigere gli eventuali regolamenti interni relativi all’attività sociale da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea.
Le riunioni sono valide quando è presente la maggioranza dei componenti del Consiglio e le delibere sono approvate a maggioranza assoluta dei presenti.
In caso di parità, prevale il voto del Presidente.
Delle deliberazioni del Consiglio deve essere redatto apposito verbale a cura del Segretario.

Art. 9 – Il Presidente e il Vicepresidente.
Il Consiglio Direttivo elegge, tra i propri componenti, il Presidente, con compiti di rappresentanza esterna dell’Associazione, il Vicepresidente, il Tesoriere e il Segretario. Il Consiglio può, inoltre, distribuire fra i suoi componenti altre funzioni attinenti a specifiche esigenze legate alle attività dell’Associazione.
Il Presidente, che resta in carica tre esercizi, è rieleggibile. Anche per il Presidente sono consentiti al massimo tre mandati consecutivi
Il Presidente è il rappresentante legale dell’Associazione ed il portavoce dell’Associazione stessa. Egli coordina l’attività del Consiglio e attua una linea di comportamento coerente con le direttive del Consiglio e i programmi dell’Assemblea.
Il Presidente dirige le sedute del Consiglio Direttivo e alla fine di ogni esercizio deposita, a disposizione dell’Assemblea, una relazione dell’operato del Consiglio a disposizione dell’Assemblea
Il Presidente è autorizzato, purché in coerenza con le delibere assembleari, ad eseguire incassi ed accettare donazioni di ogni natura ed a qualsiasi titolo da Pubbliche Amministrazioni, Enti e privati, rilasciando liberatorie e quietanze. E’ autorizzato a stipulare, previo parere favorevole del Consiglio Direttivo, accordi, contratti o convenzioni con Enti Pubblici, privati, persone fisiche, o altre Associazioni, compresi i contratti di lavoro. Il Presidente può delegare tali poteri, per iscritto, al Vicepresidente.
In caso di improvvisa impossibilità per il Presidente ad adempiere ai propri compiti, gli adempimenti indifferibili ad urgenti sono affidati al Vicepresidente. In tale caso, gli atti compiuti in assenza del Presidente devono essere ratificati durante la successiva riunione del Consiglio Direttivo.
In caso di necessità e di urgenza, il Presidente assume i provvedimenti di competenza del Consiglio Direttivo, sottoponendoli a ratifica nella prima riunione successiva.

Art. 10 – Il Tesoriere.
Il Tesoriere cura ogni aspetto amministrativo dell’Associazione, tra cui la gestione della cassa e la contabilità, effettua le relative verifiche, controlla la tenuta dei libri contabili, predispone (dal punto di vista contabile) il rendiconto economico annuale e il bilancio di previsione, che saranno preventivamente approvati dal Consiglio Direttivo prima di essere sottoposti alla definitiva approvazione dell’Assemblea.

Art. 11 – Gratuità degli incarichi sociali.
Tutti gli incarichi associativi si intendono esclusivamente a titolo gratuito.
Nel caso in cui uno o più dei soci, o dei componenti del Consiglio Direttivo o dei componenti di un organo o di comitato, sia chiamato, in virtù di proprie competenze specifiche, a svolgere attività professionale a favore dell’Associazione, potrà essere retribuito per queste specifiche funzioni solo se a ciò previamente autorizzato dal Consiglio Direttivo, con l’astensione dal voto del consigliere eventualmente coinvolto, fermo restando che nulla potrà essere riconosciuto a fronte dell’attività svolta in qualità di socio, di consigliere o componente di organo o comitato.
Sono consentiti i rimborsi spese, purché previamente autorizzati e a fronte della necessaria documentazione delle spese sostenute.

Art. 12 – I Gruppi lavoro.
Il Consiglio Direttivo può costituire Gruppi di lavoro con finalità di formazione, studio e proposta su temi di competenza dell’Associazione e ne designa il Coordinatore.
Al Gruppo di lavoro possono partecipare persone esterne all’Associazione, in quanto dotate di specifiche competenze.
Ogni Gruppo di lavoro si relaziona al Consiglio e all’Assemblea all’esito dell’incarico o, se questo dura oltre l’anno solare, ad ogni fine esercizio.

Art.13 – Il Collegio dei Revisori dei Conti o il Revisore unico.
L’Assemblea può eleggere un Collegio dei Revisori dei Conti costituito da tre componenti, oppure un Revisore unico, scelti anche tra i non soci e, quando la legge lo impone, tra coloro aventi la qualifica per il controllo legale dei conti.
Il Collegio elegge tra i suoi componenti il Presidente; esercita i poteri e le funzioni previste dalle leggi vigenti per i revisori legali; agisce di propria iniziativa, su richiesta di uno degli organi sociali, oppure su segnalazione di un aderente; può partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo e riferisce annualmente all’Assemblea con relazione scritta e trascritta nell’apposito registro dei Revisori dei Conti.

Art. 14 – Il Comitato dei Garanti.
L’Assemblea elegge un Comitato dei Garanti costituito da tre componenti, scelti anche tra i non soci e, comunque, tra persone di adeguata onorabilità, professionalità e indipendenza.
Le eventuali sostituzioni di componenti del Comitato, effettuate nel corso del triennio, spettano all’Assemblea. I componenti così nominati scadono con gli altri componenti.
Il Comitato ha il compito di esaminare le controversie tra gli aderenti, tra questi e l’Associazione o i suoi organi, tra i membri degli organi e tra gli organi stessi; il Comitato si pronuncia con decisione insindacabile sulla richiesta di riesame di cui all’art. 4 (Esclusione), formulata dal socio escluso.
La valutazione del Comitato è definitiva e si svolge ex aequo et bono, senza formalità di procedure.

Art. 15 – Il fondo comune dell’Associazione.
I contributi degli associati e i beni, mobili e immobili, acquistati con gli stessi costituiscono il fondo comune dell’Associazione.
Entrano a far parte del fondo comune altresì le donazioni, i beni, mobili e immobili, ricevuti per successione o devoluti da altro ente o persona fisica o giuridica, i proventi derivanti dalle raccolte di fondi, i crediti dell’associazione, i contributi o le erogazioni dello Stato, di Enti o di Istituzioni pubbliche o di privati, finalizzati al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti; i proventi e gli utili conseguiti a seguito di rapporti giuridici posti in essere dall’associazione ed ogni altro tipo di entrata derivante o connessa con le attività esercitate.
I soci non possono in nessuna circostanza chiedere la divisione del fondo comune, né pretendere la quota in caso di recesso, dimissioni o esclusione o in ogni caso di scioglimento del rapporto associativo.

Art. 16 – Il Bilancio.
L’esercizio si chiude al 31 dicembre di ogni anno solare. Entro il 30 aprile dell’anno successivo deve essere presentato dal Consiglio Direttivo il rendiconto consuntivo per l’approvazione da parte dell’Assemblea.
Gli utili o gli avanzi di gestione saranno totalmente reinvestiti per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, eventuali utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitali durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

Art. 17 – Norme transitorie e finali.
In deroga all’art. 3, quarto comma, acquisiscono la qualifica di socio ordinario i residenti nel Comune di Cremona non iscritti ad alcun partito politico e che, in presenza dei requisiti per accedere alla qualità di socio, aderiscono al presente statuto nel corso della riunione del 28 giugno 2014. Per l’esercizio 2014 i fondatori di cui al verbale,28 giugno 2014, sono equiparati . Il giorno 28 giugno 2014, ore 17, presso la sala IAL – CISL di Via Dante, 121, in Cremona, è convocata senza formalità e senza l’applicazione dell’art. 6, secondo comma, la prima Assemblea dell’Associazione, in occasione della quale è eletto il primo Consiglio Direttivo, che provvede immediatamente alla nomina del Presidente. Il Consiglio Direttivo può costituire una commissione per valutare l’eventuale revisione del presente statuto.

Cremona, 28 giugno 2014