Per restare al passo il commercio tradizionale dovrebbe cambiare così

Riportiamo la lettera di Francesco Puerari apparsa sul quotidiano La Provincia del 26/01/2017


Egregio Direttore,

vorrei fare qualche riflessione e lanciare qualche idea nel dibattito sul commercio che si è riacceso recentemente.

Ho trovato la proposta di creare un “Cremona Village” nel centro città rivoluzionaria, ardita ed affascinante.

Vorrei però sottolineare che i problemi centrali del commercio, in Italia e nel mondo, non è l’ubicazione dell’attività commerciale (chiedere ai titolari di negozi nelle periferie o nei piccoli paesi) ma sono le grandi trasformazioni nel settore, in divenire da anni, ed un sistema Paese, burocratico e fiscale, chiaramente penalizzante per le piccole realtà commerciali ma anche produttive.

L’opinione espressa è ovviamente personale ma è anche elaborata e riportata in diverse pubblicazioni, cito solo il “Rapporto sul terziario di Mercato” Ufficio Studi-Confcommercio.

Per essere competitivi, principalmente nei confronti dei centri commerciali e del commercio on-line, credo che il commercio tradizionale debba proprio cambiare identità partendo dalle bellissime potenzialità che ci sono. La proposta del “village” è estrema ma è alla fine quello che si è fatto per lanciare alcune delle attuali eccellenze italiane quali i consorzi enogastronomici ed alcuni “incubatori regionali” per le start-up innovative.

Facile ? Per niente !! Perché come prima cosa significherebbe avere tutti i protagonisti attorno allo stesso tavolo a scrivere una missione ed una progettualità condivisa.

Io penso si debba iniziare con gradualità, ma si deve cominciare un percorso di cambiamento che proponga una qualità del servizio competitiva.

 

Mi piace fare alcuni esempi.

– Le associazioni ed il Comune potrebbero organizzare delle “navette” che nelle giornate opportune portino gratuitamente i clienti dal Foro Boario o dal parcheggio della stazione al centro cittadino.

– Si potrebbero organizzare luoghi da dedicare ai bambini, magari al chiuso e con tanto di animazione, mentre i genitori fanno il ‘giro in centro’.

– Anche i negozi potrebbero offrire servizi di e-commerce e di consegna a casa dell’acquisto magari facendolo in consorzio.

– Perché non si crea e si pubblicizza un marchio dei negozi del centro storico, concepiti come un vero e proprio centro commerciale urbano ?

– Onestamente ho l’impressione che a furia di dire che è tutta colpa della Ztl si ottenga il solo effetto di svuotare ancora di più il centro città.

 

Politiche commerciali propositive ed accattivanti potrebbero migliorare la situazione, attirare visitatori in centro e clienti nei negozi !

La ringrazio per l’attenzione e spero possa dare spazio a questa riflessione.

 

Cordiali saluti, Francesco Puerari