Piscina Comunale, il capogruppo risponde

Intervento a favore del servizio e dei cittadini. Contratto alla mano noi facciamo valere i nostri diritti.


Il consigliere Ventura, ancora una volta, attacca a testa bassa sul tema della gestione della piscina, ergendosi a profeta inascoltato di sVentura.

Il consigliere che ora grida e strepita è lo stesso che, quando era Consigliere Delegato allo Sport, non ha certo brillato per impegno nel risolvere i problemi della piscina, allora gestita dalla FIN, contro cui ugualmente urlava, senza però monitorare ciò che stava accadendo, né fornirsi di strumenti di controllo, incappando tra l’altro nell’errore di decurtare unilateralmente un contributo per la manutenzione. Inutile dire che sotto la sua gestione la situazione è peggiorata, ma la sua memoria, a quanto pare, è piuttosto corta.

Questa Amministrazione, con l’assessore Platé in primis, è intervenuta per cercare soluzioni ad una situazione gestionale della piscina carente su molti fronti.

Sport Management ha vinto un bando pubblico e questo è un elemento di garanzia, perché ha permesso all’Amministrazione di definire un preciso e dettagliato contratto con Sport Management, cosa mai fatta prima, per gestire al meglio le situazioni che si sarebbero potute presentare.

È proprio grazie a questo dettagliato contratto e alle costanti azioni di monitoraggio e controllo svolte dalla struttura tecnica del Comune, che sono già state intraprese azioni sanzionatorie nei confronti di Sport Management e sarà possibile decidere se risolvere il contratto. Non si spiega quindi tutto questo urlare, visto che le azioni in corso non fanno altro che dimostrare l’efficacia degli strumenti di garanzia stabiliti.

Quanto poi all’affermazione di Ventura che l’Amministrazione vorrebbe risolvere il contratto perché siamo in vista delle elezioni – quando da mesi l’assessore e il suo staff stanno monitorando quotidianamente la situazione con le autorità di competenza – ci sembra che dimostri uno stile ancora una volta urlato, da campagna elettorale, cui il consigliere vorrebbe abituarci, ma che non appartiene a chi ha lavorato in questi anni.

 

Enrico Manfredini